La meditazione
Meditazione significa due cose: meditazione e contemplazione.
Meditare significa concentrare la mente su una singola successione di idee che sviluppano un unico tema.
Contemplare significa concentrarsi mentalmente su un solo “oggetto”, così che la conoscenza dell’oggetto, dell’immagine o dell’idea possa aprire la porta dell’inconscio e permettere ad una conoscenza più profonda di raggiungere la mente conscia grazie alla forza della concentrazione.
La concentrazione può arrivare ad un livello così intenso da portare ad identificarsi con l’oggetto della propria concentrazione. Le conoscenze che si possono raggiungere attraverso l’identificazione sono le più profonde che si possano raggiungere.
L’oggetto della concentrazione dipende da ciò che si vuole ottenere. Ci si può concentrare su qualcosa di interno o esterno a noi.
Ci si può concentrare su diverse parti dell’essere per conoscerne la natura: ci si può concentrare sulla mente ed osservare il suo funzionamento, oppure si possono osservare le proprie emozioni, le proprie passioni, desideri ed impulsi, ecc., così da poter divenire progressivamente coscienti delle varie parti di cui si è composti, riconoscere con chiarezza l’origine dei movimenti interni che si producono, delle reazioni, delle velleità diverse che spingono all’azione.
Ci si può concentrare su altre persone e conoscerle più profondamente; imparare a comprendere meglio la loro natura e il perché dei loro comportamenti, ecc.
Nella pratica spirituale l’oggetto della concentrazione può essere di vario genere a seconda di quale conoscenza si vuole ottenere.

Gli “oggetti” più importanti della meditazione sono l’idea del Divino Trascendente, del Divino Cosmico o del Divino Immanente, fino ad identificarvisi.
Questo tipo di concentrazioni sono classiche delle vie spirituali per poter aprirsi alla possibilità di evolvere interiormente ed andare oltre al livello della coscienza umana ordinaria.
La concentrazione sull’idea dell’anima nella regione profonda della zona cardiaca è utile per poterne fare esperienza.
La concentrazione nella zona al di sopra della testa serve ad accedere all’ esperienza del sovraconscio, ovvero di una conoscenza non più razionale , ma intuitiva a vari livelli più elevata, fino ad arrivare alla trascendenza.
Ci sono diverse forme di meditazione. Un metodo meditativo è quello di porsi nella posizione di spettatore (testimone) di ciò che accade nella propria mente: bisogna tenersi indietro dai propri pensieri, lasciare che si producano nella mente come vogliono, limitandosi ad osservarli e a vedere la loro natura.

Questa può essere chiamata concentrazione nell’osservazione di sé.
Questa concentrazione, al tempo, svuota la mente da ogni pensiero, così da lasciarla come uno spazio vuoto, puro e vigile, sul quale la conoscenza superiore può venire a imprimersi senza essere disturbata dai pensieri inferiori della mente umana ordinaria, con la chiarezza di una scritta su una lavagna.
Questo metodo può essere chiamato meditazione della liberazione, liberazione dal pensiero, scelta dei pensieri o scelta di andare oltre il pensiero, verso la percezione della Verità.
Ci sono due modi di liberarsi dai pensieri. Uno è quello di guardarli e lasciare che si esauriscano.
Un altro metodo è quello di osservare i pensieri come se non fossero propri, e tenersi in posizione di testimone rifiutarne l’assenso: i pensieri vengono osservati come qualcosa che viene dall’esterno e li si deve sentire come se fossero di passaggio attraverso lo spazio della mente, cose con cui non si hanno rapporti e per le quali non si prova interesse
Non ci sono condizioni esteriori per la meditazione, ma il silenzio, la solitudine e l’immobilità del corpo sono di aiuto all’inizio.
La prima condizione interiore necessaria è la concentrazione della volontà contro ciò che ostacola la meditazione: il vagabondare della mente, l’oblio, il sonno, l’impazienza e l’agitazione fisica e nervosa, ecc. La seconda è una progressiva purezza e calma della coscienza interiore da cui provengono il pensiero e l’emozione, cioè una libertà da tutte le reazioni perturbatrici come l’ira, l’angoscia, la depressione, l’ansia, ecc.
Manisha