Chi sono io? Sono il benvenuto? Sono amabile? Ho il diritto di essere felice?
Quando il bambino nasce non distingue sė stesso dall’universo, ma attraverso il contatto sensoriale con ciò che lo circonda inizia a distinguere se stesso dal resto del mondo e a crearsi un idea di sė e dell’universo come due realtà separate.
L’idea che il bambino sviluppa di se stesso e del mondo dipende dalla qualità di esperienza che egli fa interagendo con l’ambiente circostante.
L'”atmosfera” affettiva e culturale in cui il bambino cresce e le sue relazioni interpersonali primarie sono determinanti nello strutturarsi della sua identità e del suo carattere. Il gruppo culturale e le figure parentali fungono da esempio di “come si deve” o di “come si può” essere, mentre le interazioni con loro fungono “da specchio” : a seconda del modo in cui le persone si prendono cura di lui, lo guardano, gli parlano ecc., evocano in lui delle sensazioni, delle emozioni e nel tempo delle convinzioni che lentamente strutturano in lui una identità complessa e un’idea particolare del mondo.
I BISOGNI FONDAMENTALI DEL BAMBINO

Quando un bimbo nasce ė piccolo ed indifeso ed ha molti bisogni, come tanto bisogno di cure, di amore e di protezione.
In particolare i bambini hanno bisogno di:
– avere una relazione stabile e sicura con i genitori, cioè sentire che ci sono, sono affidabili e non ci abbandoneranno.
– sentire di essere amati, compresi, protetti e guidati.
– sentire di essere visti, riconosciuti e amati per ciò che sono.
– essere sostenuti e guidati nell’autorealizzarsi e divenire capaci di essere autonomi
– essere liberi di esprimere le proprie esigenze ed emozioni;
– essere lasciati liberi di esprimere la propria spontaneità;
– essere guidati a riconoscere dei limiti realistici che favoriscano l’emergere dell’auto-controllo, ecc.
Le relazioni interpersonali primarie sono determinanti nello strutturarsi dell’identità e del carattere del bambino
Nella misura in cui i genitori e le relazioni primarie sono stati capaci di soddisfare i bisogni del bimbo, il bimbo crescerà con un senso di sicurezza di sė stesso, sarà in grado di divenire indipendente e capace di prendersi cura di sė in modo adeguato e relazionarsi con gli altri in modo equilibrato, ma purtroppo nè i genitori, né il mondo sono perfetti ed i bambini sviluppano, in una certa misura, certe carenze e squilibri nello strutturarsi della loro identità interiore e della loro personalità.
Tanto più le relazioni primarie sono carenti, quanto più in lui rimarranno dei vuoti e delle paure; per esempio, vuoti affettivi , mancanza di stima in sė, senso che il mondo sia un luogo pericoloso, incapacità di relazionarsi, incapacità di occuparsi di sė, ecc.
Attraversando le varie esperienze di vita il bambino impara a reagirvi in certi modi fissi, che creano il suo destino più o meno buono.
PRENDITI CURA DI TE

Ognuno di noi può rendersi conto che ciò che non ha ricevuto da piccolo ha lasciato un vuoto e una parte del nostro essere ė rimasta bloccata nel passato. Anche adesso che siamo adulti, una parte di noi ė rimasta bambina, e di fronte a certi eventi della vita questa parte emerge facendoci pensare, sentire e reagisce come se fossimo dei bambini piccoli; per esempio, può capitare a volte di sentirsi bisognosi, inadeguati, indifesi, spaventati, dipendenti, insicuri, capricciosi, impulsivi, ecc. e di reagire in certi modi fissi appresi in passato.
Quando si voglia lavorare su se stessi e sulle proprie problematiche è necessario prendere consapevolezza della propria storia e riconoscere quel bambino che siamo stati e che ancora è dentro di noi ed occuparci di lui; solo occupandoci di lui e restituendogli ciò di cui aveva ed ancora ha bisogno, apriamo la porta del nostro cuore all’amore, alla gioia e la nostra vita può davvero divenire armoniosa.
Quando stiamo male, se volgiamo lo sguardo dentro di noi, troviamo sempre che la parte di noi in sofferenza ė come un bambino. Se impariamo ad ascoltarci possiamo sentire chiaramente questa parte di noi. Ora questo bambino ė il nostro bambino e dobbiamo imparare ad averne cura perchė possa crescere, trovando il modo di dargli ciò di cui ha bisogno, cioè ciò che non ha avuto.
Si resta troppo bloccati nel passato. Non ha senso restare volti verso il passato, essere tristi e arrabbiati per ciò che ė stato, recriminare, attendere e pretendere ciò che non abbiamo avuto dai nostri genitori o da chiunque altro.
Perchė i nostri genitori avrebbero mai dovuto e dovrebbero essere perfetti? Noi siamo perfetti? Chi mai ė perfetto?
Perchė chiunque al mondo dovrebbe mai darci ciò che vogliamo?
Oggi siamo noi gli adulti che debbono prendersi cura di noi.
Se vogliamo stare bene dobbiamo imparare ad occuparci di noi stessi come la migliore delle madri.
A noi oggi il compito di essere presenti a noi stessi, amarci, riconoscerci, approvarci, sostenerci e guidarci, esprimere i nostri bisogni, limitarci ove necessario, disciplinarci, autorealizzarci e trovare chi per sua natura ci ami cosi come siamo e possa rendere la nostra vita migliore.
Quando venite da me io vi metto in condizione di sentire e vedere ciò di cui avete bisogno, come prendervi per mano con grande amore, come trovare in voi stessi ciò di cui avete bisogno, come riconoscere le persone e situazioni che vi possono fare star bene e come riappacificarvi col passato per vivere bene nel presente camminando verso un futuro di armonia.
Manisha